La Grande Guerra lascia l’Europa in ginocchio, l’elenco dei morti, dei feriti, delle rovine non ha precedenti, e i danni non sono solo materiali: la guerra crea infatti le premesse di frustrazione e di odio che porteranno ai totalitarismi e alla Seconda Guerra Mondiale. Eppure il secolo si era aperto con l’esibizione di ottimismo della grande Esposizione Universale di Parigi del 1900 e con lo sfarzo spensierato della Belle Époque. Ma in quel mondo luminoso diventano più profonde le ingiustizie sociali, crescono i semi del nazionalismo e si rafforzano le visioni intellettuali che spingono al conflitto. Molti, soprattutto tra i giovani, vedono nella guerra qualcosa di necessario, un destino ineluttabile, un’occasione imperdibile: la guerra come motore di rigenerazione collettiva, un cataclisma purificatore.
Il 28 giugno 1914, a Sarajevo, viene ucciso l’arciduca Francesco Ferdinando. È l’inizio della crisi. Il 23 luglio l’Austria invia un ultimatum alla Serbia, cinque giorni più tardi scoppia la guerra. L’Italia, rimasta inizialmente neutrale, il 24 maggio 1915 si schiera contro gli ex alleati mitteleuropei: troppo forti il sentimento antiaustriaco della popolazione e la spinta del movimento irredentista per rispettare la firma della Triplice Alleanza. Con la Grande Guerra, in cui fanno per la prima volta la loro comparsa carri armati, gas, aerei e il filo spinato delle trincee, tramonta la speranza di un nuovo secolo di pace e viene meno un mondo, quello della Belle Époque, delle corti sfarzose e delle grandi dinastie.
La mattina del 4 agosto 1914 le truppe tedesche passano la frontiera del Belgio e danno così avvio alla Prima Guerra Mondiale, attaccando con un’operazione lampo il cuore dell’Europa rappresentato dalla Francia.L’attacco, secondo il piano Schlieffen, avviene violando la neutralità del Belgio e scatenando in tal modo l’intervento della Gran Bretagna.L’armata tedesca, che secondo i piani avrebbe dovuto raggiungere e annientare Parigi in sei settimane, il 7 settembre viene fermata in un feroce combattimento sulla Marna.La guerra lampo voluta dai tedeschi lascia il posto alla lunga e logorante guerra di posizione.