SKIP VIDEO
A quarant’anni dalla sua scomparsa, il 2 novembre 1975, Corriere della Sera presenta una collana per ricordare Pier Paolo Pasolini. Un autore straordinario, che ancora oggi continua a sorprendere ed emozionare. Romanzi, racconti, sceneggiature, saggi critici e poesie: pagine colme di vita e passione.
IN EDICOLA DAL 27 OTTOBRE
RAGAZZI DI VITA A €8,90*
LE OPERE DI UN GRANDE TESTIMONE DEI NOSTRI TEMPI
6 • Il sogno di una cosa • 1/12/15
12 • Alì dagli occhi azzurri • 12/1/15
7 • Le ceneri di Gramsci • 8/12/15
18 • Accattone • 23/2/15
13 • La religione del mio tempo • 19/1/15
19 • Descrizioni di descrizioni • 1/3/15
14 • Vangelo secondo Matteo • 26/1/15
1 • Ragazzi di vita • 27/10/15
2 • Una vita violenta • 3/11/15
20 • Amado mio • 8/3/15
15 • Passione e ideologia • 2/2/15
3 • Scritti corsari • 10/11/15
21 • Un paese di temporali e di primule • 15/3/15
16 • Romàns • 9/2/15
8 • Teorema • 15/12/15
4 • L'odore dell'India • 17/11/15
22 • Affabulazione • 22/3/15
9 • Poesia in forma di rosa • 22/12/15
17 • Porcile • 16/2/15
10 • Petrolio • 29/12/15
5 • Lettere luterane • 24/11/15
11 • Empirismo eretico • 5/1/15
Il Riccetto, il Caciotta, il Lenzetta, il Begalone, Alduccio e altri sono giovanissimi sottoproletari romani. Sciamano dalle borgate della Roma anni Cinquanta verso il centro, in un itinerario picaresco fatto di eventi comici, tragici, grotteschi. Alternano una violenza gratuita a una generosità patetica: Riccetto salva una rondine che stava per annegare ma non potrà far nulla dinanzi al piccolo Genesio trascinato via dalla corrente dell’Aniene; Agnolo e Oberdan assistono Marcello agonizzante, rimasto travolto dal crollo della sua scuola. La Roma monumentale e quella della speculazione edilizia sono lo spazio contraddittorio in cui avviene questa sorta di rito iniziatico di una giornata dei «ragazzi di vita». Ragazzi di vita, pubblicato da Garzanti nel 1955, è il primo romanzo di Pier Paolo Pasolini e gli valse un processo per oltraggio al pudore. Le vicende ivi tratteggiate si inseriscono in un arco narrativo ideale che coincide con il secondo dopoguerra a Roma.
RAGAZZI DI VITA • 27/10/15
Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo 1922. Per tutta l’infanzia e l’adolescenza segue il padre, ufficiale di fanteria, nei suoi spostamenti, trasferendosi continuamente da una città all’altra del Nord Italia. Nel 1942 a causa della guerra si rifugia nel paese materno, Casarsa, in Friuli. Sin da giovane inizia a scrivere poesie, alternando testi in italiano e in friulano. Nel 1942 esce il suo primo libro Poesie a Casarsa. Nel corso della sua vita l’attività poetica costituirà una costante e porterà alla pubblicazione di alcuni dei più importanti testi della letteratura italiana del Novecento. Nel 1950 Pasolini è costretto a lasciare il Friuli e si trasferisce a Roma. Nel 1955 esordisce nella narrativa con Ragazzi di vita. Parallelamente, entra nel mondo cinematografico come collaboratore di Federico Fellini e di Mauro Bolognini. Nel 1960-1961 avviene il passaggio alla regia con il lungometraggio Accattone. Nel 1973 inizia la collaborazione al Corriere della Sera. In una serie di articoli – pubblicati successivamente nei volumi Scritti corsari (1975) e Lettere luterane (postumo, 1976) – lo scrittore affronta le scottanti questioni dell’Italia contemporanea. La notte tra l’1 e il 2 novembre 1975, Pier Paolo Pasolini muore assassinato all’Idroscalo di Ostia, vicino a Roma.
“Io divoro la mia esistenza con
un appetito insaziabile. Come finirà
tutto ciò? Lo ignoro.”
UNA VITA VIOLENTA • 3/11/15
In uno dei suoi “dialoghi”, Pasolini narra che una sera del 1953, o forse del 1954, alla fermata dove l’autobus svoltava verso Pietralata, conosce Tommaso, che entra subito in confidenza e gli racconta tutto di sé, in pochi minuti. Dopo quell’incontro, Pasolini non lo vide mai più. Anche se non è Tommaso il suo vero nome di nascita, Una vita violenta è la storia della breve esistenza, vissuta con passione, di quel giovane sottoproletario, figlio dei sobborghi romani dove era cresciuto: gli espedienti, i pestaggi e le violenze, i vagabondaggi notturni e il commercio sessuale, il carcere, e poi la malattia, il tentativo di cambiamento, fino alla tragedia finale. Una vita violenta, pubblicato da Garzanti nel 1959, è considerato da molti una delle opere narrative più importanti del secondo dopoguerra: una rappresentazione «lucida e spietata, delle persone e degli atti, dell’ambiente e delle fatalità» (Carlo Emilio Gadda) delle borgate romane.
Scritti corsari è una selezione degli articoli che Pier Paolo Pasolini firmò prevalentemente per il Corriere della Sera nel biennio che va dall’inizio del 1973 all’inizio del 1975. La collaborazione con il quotidiano milanese fu avviata al tempo della direzione di Piero Ottone, su suggerimento del vicedirettore Gaspare Barbiellini Amidei. Il quadro di argomenti toccati in Scritti corsari è ampio e complesso: si passa dall’articolo di apertura intitolato Contro i capelli lunghi (comparso sul Corriere in data 7 gennaio 1973) a interventi sul modello offerto dal mezzo televisivo, dalle osservazioni dedicate agli otto referendum proposti dall’area radicale (in particolare l’interrogativo sull’aborto) a quelle intorno alle sentenze della Sacra Rota. Gli articoli pasoliniani, che all’epoca della loro pubblicazione innescarono discussioni accese, a distanza di oltre quarant’anni non hanno perso l’intrinseca forza e l’impulso polemico. La pubblicazione di Scritti corsari, edito da Garzanti nel 1975, precedette di pochi mesi la scomparsa dell’Autore. Il volume fu inserito nella collana “Memorie documenti” con un eloquente sottotitolo: Gli interventi più discussi di un testimone provocatorio.
SCRITTI CORSARI • 10/11/15
L’ODORE DELL'INDIA • 17/11/15
Nel 1961, in compagnia di Alberto Moravia ed Elsa Morante, Pasolini si reca per la prima volta in India. Le emozioni e le sensazioni provate sono così intense da spingerlo a scrivere queste pagine, un diario di viaggio divenuto un libro di culto. Pasolini si aggira attento nella realtà caotica del subcontinente indiano, osservando i gesti e le movenze della gente, seguendo i colori dei paesaggi e soprattutto l’odore della vita. L’incanto di una terra ammaliante e l’orrore dell’esistenza che vi si conduce ci vengono restituiti dalla sua curiosità sensibile alle condizioni sociali, ma soprattutto con l’originalità della sua visione.
“La verità non sta in un solo sogno
ma in molti sogni.”
Poiché il cinema non è solo un'esperienza linguistica, ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica.
“Solo parlando, manifestiamo il sapere:
nel silenzio non sentiamo che un’ingenua
e vergognosa avidità.”
“Non illuderti: la passione non ottiene
mai perdono. Non ti perdono neanch’io,
che vivo di passione.”
“Naturalmente per capire i cambiamenti
della gente, bisogna amarla.”
"Ah, gridare è poco, ed è poco tacere: niente può esprimere una esistenza intera!”
Un omosessuale oggi in Italia
è ricattato e ricattabile, arriva anche a rischiare la vita tutte le notti.
"Io avevo voglia di stare da solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco
a riconoscere le cose.”
“Io penso che scandalizzare sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista.”
© Dino Pedriali by SIAE 2015