Ingegno e fantasia senza limiti, crimini a prima vista impossibili: da S.S. Van Dine a Edgar Wallace, una collana con gli autori che hanno contribuito a dettare le moderne regole del giallo, ispirando le generazioni successive. Scrittori che hanno inventato una nuova lingua universale: quella del mistery.
Pseudonimo di Willard Huntington Wright, nacque a Charlottesville, in Virginia, da una famiglia benestante. Dopo gli studi in California e la laurea ad Harvard, nel 1908 iniziò a collaborare con il Los Angeles Times come critico letterario. Uomo di grande erudizione con interessi che spaziavano in molti campi del sapere umanistico, all’epoca considerava il poliziesco una letteratura marginale, tant’è che non se ne occupò mai nelle sue recensioni. Autore di un saggio su Nietzsche e di vari libri di critica d’arte, nel 1916 pubblicò The Man of Promise, un romanzo sperimentale elogiato dalla critica ma ignorato dal pubblico. Tradito da un pessimo carattere che rendeva assai problematici i suoi rapporti nel mondo del lavoro, all’inizio degli anni Venti si trovò a New York in gravi difficoltà economiche. Nel frattempo aveva scoperto i gialli e, un po’ per sfida un po’ per necessità, decise di scriverne uno. Preparò tre progetti per altrettanti romanzi e li sottopose all’editore Scribner’s che li accettò entusiasta. Il primo libro, The Benson Murder Case (La strana morte del signor Benson) fu pubblicato nel 1926 con enorme successo. In pochi anni Van Dine divenne il più acclamato autore americano di gialli e il suo personaggio, l’azzimato Philo Vance, uno dei più celebri investigatori dilettanti della letteratura poliziesca. Van Dine morì d’infarto a 51 anni.
Nacque ad Abergavenny, una cittadina inglese al confine col Galles. Verso la metà degli anni Venti abbandonò l’impiego presso un ufficio governativo per dedicarsi alla narrativa. Dopo tre romanzi non di genere, nel 1931, con Put Out the Light intraprese la strada del giallo conquistando crescente popolarità. Oltre a La signora scompare, altri due suoi mystery furono portati sullo schermo: Some Must Watch (1933), storia di una giovane governante muta alle prese con un serial killer, fu filmato nel 1946 col titolo The Spiral Staircase (La scala a chiocciola) e rifatto nel 1975; da Midnight House (1942) venne tratto nel 1945 The Unseen (Il fantasma), della cui sceneggiatura fu coautore Raymond Chandler. L’ultimo dei suoi quattordici gialli, They See in Darkness, venne pubblicato nell’anno della sua morte.
Nata a Pittsburgh, in Pennsylvania, cominciò a scrivere nel 1903. I risparmi di casa erano stati spazzati via da cattivi investimenti e occorreva trovare il modo d’incrementare le entrate. La vendita del primo racconto le fruttò 34 dollari e la spinse a continuare su quella strada; dai racconti ai romanzi il passo fu breve e ben presto la Rinehart conquistò un impressionante seguito di pubblico. Nel momento della sua massima popolarità, a cavallo tra il ’20 e il ’40, nemmeno il suo contraltare inglese, Agatha Christie, riusciva a tenerle il passo. Estremamente prolifica, era in grado di scrivere fino a 10/12 pagine al giorno (tutte rigorosamente a mano, non si servì mai di una macchina da scrivere) totalizzando, a fine carriera, più di cinquanta romanzi. Narrati quasi sempre in prima persona da personaggi femminili coinvolti in situazioni di pericolo, i suoi libri hanno mantenuto inalterata nel tempo la loro freschezza, e non a caso sono tuttora regolarmente in vendita negli Stati Uniti. Tra i tanti meriti della Rinehart c’è anche quello, curioso, di essere stato il primo autore a scrivere un giallo nel quale il colpevole è il maggiordomo.
Chi ha ucciso il Pettirosso? / “Io”, disse il Passero, / “con l’arco e con la freccia. / Io ho ucciso il Pettirosso”. Così recita una delle filastrocche per bambini di Mamma Oca, ma quando il giovane Robin, che in inglese significa “pettirosso”, viene ucciso da una freccia in un campo di tiro con l’arco nel centro di New York, la filastrocca assume connotati molto più macabri. Il procuratore distrettuale Markham chiede l’aiuto del suo amico Philo Vance per venire a capo di quel mistero inesplicabile. Perché quella connessione tra il delitto e la filastrocca? La polizia lavora sul caso con il massimo impegno, eppure l’assassino non si ferma. Una filastrocca dopo l’altra continua a colpire. Inserito in tutte le classifiche dei più grandi gialli di sempre, L’enigma dell’alfiere (The Bishop Murder Case, 1929) è la quarta delle dodici indagini di Philo Vance.
La signorina Froy non aveva nemici. Di questo la giovane inglese Iris Carr è sicura. Nessuno avrebbe potuto nutrire del rancore verso quell’innocua zitella di mezza età, tutta felice perché stava finalmente tornando a casa. Eppure, il posto che occupava fino a poco prima nello scompartimento del treno ora è vuoto e gli altri passeggeri sostengono di non averla mai vista, come fosse stata un’allucinazione da parte della ragazza. Iris, però, sa che la signorina Froy esiste e ritrovarla prima che sia troppo tardi è l’unica possibilità che ha per dimostrare di non essere pazza. Ma come è possibile che tutti stiano mentendo? Questo piccolo capolavoro di suspense (1936), da cui Hitchcock trasse due anni dopo l’omonimo film, è stato incluso dagli autorevoli critici Keating e Symons nelle rispettive liste dei cento migliori gialli di sempre.Inserito in tutte le classifiche dei più grandi gialli di sempre, L’enigma dell’alfiere (The Bishop Murder Case, 1929) è la quarta delle dodici indagini di Philo Vance.
Chi ha ucciso il Pettirosso? / “Io”, disse il Passero, / “con l’arco e con la freccia. / Io ho ucciso il Pettirosso”. Così recita una delle filastrocche per bambini di Mamma Oca, ma quando il giovane Robin, che in inglese significa “pettirosso”, viene ucciso da una freccia in un campo di tiro con l’arco nel centro di New York, la filastrocca assume connotati molto più macabri. Il procuratore distrettuale Markham chiede l’aiuto del suo amico Philo Vance per venire a capo di quel mistero inesplicabile. Perché quella connessione tra il delitto e la filastrocca? La polizia lavora sul caso con il massimo impegno, eppure l’assassino non si ferma. Una filastrocca dopo l’altra continua a colpire. Inserito in tutte le classifiche dei più grandi gialli di sempre, L’enigma dell’alfiere (The Bishop Murder Case, 1929) è la quarta delle dodici indagini di Philo Vance.
L’uomo nella cuccetta n. 10 (1909) è un classico del delitto in treno. A bordo della carrozza Ontario, un giovane avvocato sta tornando da Pittsburgh a Washington per portare importanti documenti in grado di incriminare un astuto falsario. Quando è ora di coricarsi, trova nella sua cuccetta, la n. 10, un ubriaco profondamente addormentato, così si distende su quella accanto. Ma il mattino dopo, al risveglio, scopre che i documenti sono scomparsi e gli abiti che aveva riposto con cura la sera prima sono stati sostituiti con quelli di un altro. Non solo: l’uomo nella cuccetta n. 10 non è più ubriaco, è morto... assassinato. Con questo e con il precedente libro, la Rinehart inventò un nuovo tipo di romanzo poliziesco, nel quale il centro dell’interesse non era più il processo investigativo ma il mistero in sé e i personaggi, gente comune vittima di terribili circostanze.Inserito in tutte le classifiche dei più grandi gialli di sempre, L’enigma dell’alfiere (The Bishop Murder Case, 1929) è la quarta delle dodici indagini di Philo Vance.
Nacque ad Halifax, nello Yorkshire, da un pastore protestante che lo lasciò presto orfano. A diciotto anni intraprese la carriera giornalistica firmando per un decennio articoli sulla vita rurale con lo pseudonimo di “Figlio del Suolo”, prima di diventare editorialista di spicco per diverse testate. Dopo aver debuttato nella narrativa a ventinove anni, spaziò in vari generi letterari e in breve tempo riuscì a guadagnare a sufficienza per abbandonare il giornalismo. Già a partire dall’inizio del secolo aveva dato alle stampe storie gialle, ma dovette attendere l’uscita di The Middle Temple Murder (1918, Delitto a Middle Temple, I bassotti n. 11) per raggiungere il meritato successo. Il romanzo, grazie all'entusiastico giudizio espresso dall'allora presidente americano Woodrow Wilson, fu uno dei grandi bestseller dell'epoca e rese il suo autore per parecchi anni uno dei giallisti più popolari su entrambe le sponde dell'Atlantico. Fra gli altri suoi gialli degni di nota si segnalano The Charing Cross Mystery (1923, Il mistero di Charing Cross, I bassotti n. 57) e The Yorkshire Moorland Mystery (1930, Assassinio nella brughiera, I bassotti n. 116).
Al secolo Ernest Basil Charles Thornett, nato in Cornovaglia, è forse uno dei meno noti scrittori inglesi della Golden Age, ma nello stesso tempo uno dei più apprezzati dagli amanti del giallo classico che lo considerano un vero e proprio autore di culto. Esperto enigmista – trascorse la sua vita lavorativa al servizio dell’intelligence britannica occupandosi soprattutto di decrittazione di codici – scrisse solo nove mystery nei quali il delitto impossibile la fa da padrone. Le sue opere, finora inedite in Italia, furono pubblicate tra il 1936 e il 1941 e firmate tutte Rupert Penny tranne l’ultima, Cut and Run, uscita sotto l’ulteriore pseudonimo di Martin Tanner. Grande appassionato di giardinaggio, per due anni ricoprì la carica di presidente della British Iris Society. Il suo esordio letterario avvenne con The Talkative Policeman (1936) nel quale fece la sua comparsa l’ispettore capo Edward Beale di New Scotland Yard, che sarà il protagonista dei primi otto romanzi. La sua opera più famosa è invece L’assassino invisibile (Sealed-Room Murder), recentemente inclusa dal critico Jonathan Scott nella lista dei 50 migliori delitti della camera chiusa di tutti i tempi. “Uno dei più soddisfacenti delitti impossibili mai scritti da un autore inglese” è stato il suo entusiastico commento.
Nativo dello Utah, era nipote di uno dei grandi pionieri della chiesa mormone e ottavo figlio della terza moglie di uno degli ultimi poligami. Particolare, al pari della sua formazione umana, fu la sua attività di scrittore a cui si dedicò dopo aver svolto i più disparati mestieri. La sua produzione spaziò dalla biografia storica al romanzo giallo, dal racconto breve alla scrittura cinematografica e televisiva. Dopo essere stato cosceneggiatore del celeberrimo La donna che visse due volte (1958) di Hitchcock, nel 1961 fu autore del soggetto e cosceneggiatore di un grande successo della Disney, Un professore fra le nuvole. Per la televisione firmò diversi episodi della serie Alfred Hitchcock presenta e del western Bonanza.
Horatio Gates Winslow, uno dei sei figli di John B. Winslow, giudice della Corte Suprema del Wisconsin, nacque a Racine, Wisconsin, nel 1882. Dopo aver frequentato la Madison Central High School, si laureò alla University of Wisconsin nel 1904. Nel 1911 sposò la scrittrice Rosalind Mae Guggenheim – meglio conosciuta come Jane Burr, lo pseudonimo con cui si firmava – dalla quale divorziò nel 1925. Fu autore di poesie e racconti, soprattutto per il Saturday Evening Post. Nel 1928, insieme a Leslie W. Quirk, con il quale aveva già collaborato in precedenza, pubblicò presso l’editore Doubleday Into Thin Air, uno straordinario classico del delitto impossibile che non a caso è inserito nella classifica dei 50 migliori “delitti della camera chiusa” stilata dal critico inglese Jonathan Scott e nella lista delle 100 migliori detective stories compilata dall’americano Michael Grost. Horatio Winslow è morto nel 1972. Leslie W. Quirk, nato il 12 maggio 1882 ad Alta, Iowa, frequentò anch’egli la Madison Central High School e si iscrisse alla University of Wisconsin, dove però non terminò gli studi. Nel 1904 esordì nella narrativa con il romanzo per ragazzi Baby Elton Quarterback e pubblicò il libro How to Write a Short Story, un manuale sulla tecnica del racconto che è tuttora disponibile sul mercato. Nell’ottobre del 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, salpò per l’Europa sull’Aurania inviato dall’American Field Service per prestare servizio come autista di ambulanze per le forze alleate in Francia. Il viaggio per raggiungere l’Europa fu particolarmente travagliato perché durante la traversata la nave fu attaccata da un sottomarino nemico, e a Londra Quirk si trovò nel bel mezzo di un raid aereo. Finalmente, dopo una permanenza molto complicata a Parigi, raggiunse la sua destinazione, la cittadina di Soissons, nel nord della Francia a circa 100 chilometri dalla capitale. L’esperienza sui campi di battaglia francesi gli ispirò il romanzo Jimmy Goes to War (1931). Autore di numerosi libri e racconti, soprattutto rivolti a un pubblico adolescente, è morto a Los Angeles il 28 novembre 1960.
Londinese, esordì nella narrativa nel 1899 con il romanzo A Virtue of Necessity, ma lo scarso successo lo indusse ad abbandonare la scrittura per occuparsi d’altro. Ormai prossimo ai cinquant’anni decise di riprovare cimentandosi, questa volta, nella stesura di un mystery, The Secret of Bogey House (1924). L’esito fu molto migliore e da allora Adams si dedicò a tempo pieno al giallo. In tutto scrisse una cinquantina di romanzi, dapprima utilizzando il personaggio di Jimmie Haswell, un avvocato di Londra, poi, a partire dal 1936, quello di Roger Bennion, un eccellente golfista e investigatore dilettante che apparve in 27 storie, tra cui The Chief Witness (1939, La stessa sera alla stessa ora); nessuno dei due compare invece in Una parola di otto lettere (A Word of Six Letters, nell’edizione americana Murder Without Risk!). La prosa di Adams è stata particolarmente apprezzata dalla critica per la sua freschezza e leggerezza. Tra le opere dell’autore molte sono di ambientazione golfistica e tra queste la più importante è John Brand’s Will (1933, The Golf House Murder nell’edizione americana), curiosamente senza Roger Bennion come protagonista. Negli anni Trenta, il suo periodo più fecondo, Adams scrisse anche due romanzi d’amore (Queen’s Mate, 1931, e Lady So Innocent, 1932), nonché due mystery usando lo pseudonimo di Jonathan Gray.
Pseudonimo dell’inglese John Turner, compì gli studi a Whitington, vicino a Manchester, e dopo un’esperienza nel giornale locale si trasferì a Londra dove lavorò come cronista di nera alla Associated Press, al Daily Mail e infine al Daily Herald. Fu un narratore precoce e assai prolifico: in poco meno di 15 anni pubblicò oltre 45 opere firmandole come J. V. Turner, Nicholas Brady e, soprattutto, David Hume. Il suo personaggio principale è l’investigatore privato Mike Cardby che esordì nel 1932 in Bullett Bite Deep. Un altro personaggio a lui caro, apparso come il precedente nei romanzi a firma David Hume, è Tony Carter, un giornalista di nera. Con il suo vero nome scrisse le storie imperniate su Amos Petrie, anch’egli reporter, mentre scelse lo pseudonimo di Nicholas Brady per quelle con protagonista l’eccentrico reverendo Ebenezer Buckle, un appassionato di orticultura che si diletta ad aiutare la polizia a risolvere casi misteriosi. Con Buckle siamo nel campo del mystery classico che l’autore maneggia con inaspettata perizia vista la sua predilezione, evidente nei libri con gli altri suoi personaggi, per il giallo d’azione. Buckle apparve per la prima volta in The House of Strange Guests (La casa degli strani ospiti) e fu in seguito ripreso in altri quattro romanzi. John Turner morì a soli 39 anni, probabilmente di tubercolosi.
Nacque a Smith River, in California, e si laureò alla University of Washington di Seattle. Cominciò la stesura del suo primo giallo, The Murder of an Old Man, nel 1928 mentre si trovava in Inghilterra col marito e l’anno successivo lo pubblicò sotto tale pseudonimo maschile. Nel 1930 uscì quello che è ritenuto il suo capolavoro, The Hammersmith Murders (I delitti di Hammersmith - I bassotti n. 64), il primo di undici romanzi di successo con lo stesso protagonista, incluso Mr. Pinkerton Has the Clue (1936, Mr. Pinkerton ha un indizio - I bassotti n. 111). Tornata in patria nel 1931, prese l’ulteriore pseudonimo di Leslie Ford e iniziò a scrivere parallelamente mysteries ambientati negli Stati Uniti. Con Ill Met by Moonlight (1937) inaugurò una popolarissima serie incentrata su due investigatori, il colonnello John Primrose e Grace Latham, che compariranno in quindici avventure. Durante la seconda guerra mondiale la scrittrice firmò come Brenda Conrad alcuni romanzi di genere non poliziesco. L’ultimo giallo di Leslie Ford, nonché l’ultimo dell’autrice, fu Trial by Ambush (1962) che non fa parte della serie. Fra i racconti occorre citare Policeman’s Cape (1941, La banconota da 5 sterline), pubblicato sotto lo pseudonimo di David Frome e incluso nell’antologia Enigmi & Misteri (I bassotti n. 63).
Charles Essenheim, collezionista newyorchese di libri rari, si trova a Londra per affari. Una mattina lascia il suo appartamento al Carlton Hotel e da quel momento si perdono le sue tracce. Il suo segretario, James Mannering, è preoccupato, mentre il direttore del Carlton, conoscendo bene quel cliente, sa che è un suo vezzo sparire per giorni senza dare notizie. Ma una settimana dopo la scomparsa, il cadavere del collezionista viene ritrovato nella brughiera dello Yorkshire con due ferite mortali alla testa. Chi l’ha ucciso? Perché si trovava a oltre duecento miglia da Londra? Suo nipote Frank, con l’aiuto del segretario e della polizia locale, cerca di ricostruire i suoi ultimi movimenti. Spuntano così personaggi dall’identità ambigua e una rara prima edizione secentesca…
Alla morte di Andrew Steele, il suo patrimonio viene affidato alla tirannica vedova Harriet a una condizione: la donna deve continuare a vivere nella casa di famiglia ospitando i parenti del marito. Ma la convivenza non è delle più facili e presto cominciano ad accadere fatti strani. Harriet non può far altro che rivolgersi a un’agenzia investigativa ma, nonostante l’intervento del giovane Douglas Merton, la situazione continua ad aggravarsi finché la stessa Mrs Steele viene trovata pugnalata alla schiena nella sua stanza, chiusa a chiave dall’interno. Gli unici indizi sono una strana macchia di cera sul pavimento e la mancanza della chiavetta di un orologio da tavolo. Per di più, le porte di alcune stanze dei familiari sono state bloccate dall’esterno con un accorgimento. Un delitto impossibile per il buon Merton, ma non per l’ispettore capo Beale di New Scotland Yard.
Chick Graham è un reduce della seconda guerra mondiale che è riuscito a reinserirsi nella vita civile: è contitolare di una piccola società di contabilità a San Francisco, ha una villetta nei sobborghi della città, una bella moglie e un cane. Ma una sera come tante altre, rientrando a casa dopo il lavoro, trova se stesso già installato nel salotto. La moglie e i cognati, per non parlare del suo “doppio”, lo trattano come un pericoloso impostore, e quando anche il suo cane non lo riconosce e gli si rivolta contro, lo shock si trasforma in terrore. Chick comincia a dubitare della propria salute mentale, ma la spiegazione è un’altra e lo getterà in un incubo nero. Ricercato dalla polizia, senza denaro né un tetto né amici, il mite contabile dovrà tirare fuori coraggio, astuzia e cattiveria per venire a capo di un incredibile puzzle e ritrovare il bene più prezioso: la propria identità.